Ricordi e pensieri nel caldo di Luglio…dal divano…..
La storia
La storia completa non la so’, quando io ho rincominciato la cosa era gia’ iniziata, ovvero nel periodo giugno luglio 2007 ho rincominciato a frequentare, non senza fatica , il campo in viale Galilei.
Fu il Bube ad insistere, mi diceva che avrebbero fatto la squadra degli old, lo incontravo al berrettino la mattina e mi ricordava sempre di questo imminente avvenimento.
Io il Bube nemmeno lo conoscevo perbene, quando lui inizio’ a giocare io stavo smettendo.
Premetto che io sono stato lontano dai campi da rugby per 20 anni, il tempo di sposarmi fare 2 figli e cambiare almeno 2 lavori, comprare casa e assistere alla morte di mio padre.
Comunque nelle belle giornate di giugno e luglio del 2007 ritornai al campo, fu una vera sorpresa, a parte le battute : ‘gli zombi ritornano’ , ‘i recidivi’, ‘i resuscitati’, ho ritrovato tanti di quei compagni che avevo lasciato proprio li,
il Giovannetti in primis, anche lui si cambiava e sgambettando dava il suo contributo al toccarino, Renato Puggelli con la sua tattica del gioco da fermo riusciva comunque nel suo gioco, capitava anche Franco Spirito, che non si smentiva nemmeno ora, appena poteva cavalcava come mi ricordavo lo faceva a suo tempo, trovai anche Gigino ha sempre avuto la visione del gioco pero’ in piu’ ora rompeva i cosi’ detti, Pietro Semeraro, sempre in forma con la sua massa di muscoli tonici, pero’ tutti con i chili in piu’, meno capelli o quelli rimasti tendenti al grigio.
Quindi nel l’estate del 2007 ci fu’ un afflusso di persone che ben faceva sperare, il Giovannetti era contentissimo, pero’ venne Agosto e la cosa venne sospesa.
A Settembre riparti’ ci furono dei cambiamenti al campo di Viale Galilei, subentro’ il Gispi, e le sue squadre, che presero ad allenarsi, e come si sa’ ad inizio stagione ci si allena tutti i giorni, questo voleva dire che per gli old non vi era un giorno disponibile.
Solo ad Ottobre si trovo’ la disponibilita’ di una sera , il giovedi’ , ma a quel punto molta gente si perse , ad Ottobre eravamo ancora sufficienti per una squadra, Pietro venne designato come allenatore.
Nel frattempo credo che vennero avviate le pratiche per la registrazione alla Fir della societa’.
Venne stabilito il nome ‘Gli Allupins’ , questo nome, ho poi saputo, e’ nato dal fatto che chi lo penso’ aveva intenzione di valorizzare una figura lavorativa del mondo tessile pratese (Allupino), ma nello stesso tempo non volevano ricadere nel banale (lanieri o Prato o old Cavalieri), quindi fu stabilito questo nome.
La scelta dei colori della societa’, allo stesso modo, voleva far si che significassero la fusione delle realta’ rugbystiche di Prato , partendo dai vecchi colori del Prato piu’ quelli dello Iolo, piu’ quelli del Gispi, ecco quindi che saltarono fuori i colori attuali: Rosso Blu Verde Arancio E Nero.
Da quello che poi ho saputo il tesseramento vero e proprio degli iscritti parti’ da Gennaio 2008,.
Carlo Santoni , vice presidente della societa’, si e’ occupato fin dall’inizio sia della iscrizione che della muta.
La squadra del Sesto e’ stata la prima avversaria con la quale abbiamo disputato vari incontri, infatti fu con lei che si fece la prima partita al viale Galilei, si perse per una meta a zero, pero’ ci si diverti’.
Dopo un po’ di tempo si ando’ noi da loro, e anche li si perse.
Durante gli allenamenti non sempre eravamo una squadra al completo, pero’ quando si faceva gli incontri spuntavano fuori altri personaggi, Ivan, che oltretutto non mi ricordo bene nemmeno dove l’ho conosciuto, il Bube.
Pero’ si vedeva che ancora si giocava sfruttando la vecchia esperienza.
Una sera ci fu anche un incontro con i Ribolliti di Firenze, ebbene qualla volta nessuno fece una meta, zero a zero.
Comunque durante l’inverno del 2008 ad allenarsi si rimase in pochi, a volte eravamo 5 a volte anche 10.
Il Sesto ci ospitava ai loro allenamenti, a questo modo potevamo fare gruppo, tanto e vero che in 5 di noi parteciparono come aggregati al torneo di Rovigo del 2008.
A Giugno del 2008, si partecipo’ ad un torneo a 4 a Persiceto, niente a che vedere con quella di Rovigo, pero’ questa volta come Allupins, non se ne vinse nemmeno una, ma anche li’ ci si diverti’, ci fu’ qualche infortunato, ma questo e’ normale visto l’eta’ dei giocatori, qualcuno grave (Il ginocchio del Lulli), quancuno meno (il dito del Caleri, o la costola del Giosca).
Quello del Persiceto credo fu’ l’ultimo incontro, poi si continuo’ ad allenarsi per conto nostro, e le fila degli Allupins si infoltirono con nuovi elementi, qualche ex giocatore e qualche babbo dei bambini del Gispi.
Si continuo’ ad allenarsi fino ad Agosto, avevamo voglia di stare sul campo.
Ad Agosto ci fu l’incendio del campo, qualcuno di noi si fece avanti e con buona volonta’ si fece in modo che a Settembre il campo ritorno’ praticabile.
Ci fu chi si impegno’ a ripulire la palazzina e gli spogliatoi, chi la cucina, si butto’ via parecchia roba dai frigoriferi.
Qualcuno pensava al campo e qualcuno al perimetro esterno.
Poi ci fu la mandata dei genitori e devo dire che in poco tempo venne ripristinata la funzionalita’ del campo e degli spogliatoi.
A Settembre si riprese ad allenarsi, Pietro ci comunico’ che non poteva piu’ seguirci a causa di vari interventi che doveva fare, alla spalla e alla mano, quindi si chiese a Spirito la sua collaborazione, ma a regola per problemi di lavoro, dopo la prima serata non pote’ piu’ esserci, quindi mi feci avanti io, non fui scelto, ma fui accettato, i ragazzi mi seguivano, a modo loro, li facevo faticare, e questo gratificava sia loro che me’.
Qualcosa mi ricordavo ancora degli allenamenti che ho fatto quando ero in attivita’, e in forma diciamo piu’ leggera cercavo di farla fare anche agli Allupins.
Eravamo nell’autunno del 2008, la squadra si stava consolidando, le persone venivano ad allenarsi, le fila si infoltivano sempre piu’ di nuovi elementi, i genitori ed ex giocatori.
Si rifece un ennesimo incontro con il Sesto, si ando’ noi da loro, si perse, 2 mete a 1, pero’ una cosa notai, le persone in campo non mollavano, chi non poteva giocare a causa di infortuni venne come supporter, sentivo che qualcosa era cambiato, si si giocava per divertirsi ma con uno spirito in piu’, quello di essere insieme a fare qualcosa lottando.
Si perse ma dentro avevamo vinto, non si usci’ perdenti ma vittoriosi di aver fatto qualcosa uniti, di aver assaporato lo sport del rugby, la sua essenza, la fatica la mota la carica di adrenalina il combattere cadere rialzarsi guadagnare terreno fare una meta esultare insieme.
Si ritorno’ agli allenamenti successivi con un’altra consapevolezza, potevamo fare qualcosa di piu’ che sgambettare in campo a toccare, potevamo placcare fare le mischie contendersi l’ovale, farlo vivere fra le mani.
Quella partita fu’ la svolta, ci si allenava sempre piu’ intensamente, il nome Allupins si fece sentire anche fuori dal viale Galilei,
Qualcuno ci voleva conoscere, sotto natale si fece una amichevole contro ex cavalieri misti a genitori, fu una bella giornata, molti ci apprezzarono per il nostro spirito un po’ burlone e un po’ serio, e qualcuno pratico di rugby si meraviglio’ della nostra preparazione atletica.
Vennero in tanti a vedere, furono anche in tanti a giocare contro di noi, quando fecero la meta decisiva sembra che loro fossero in 18.
Apprezzarono pero’ la nostra compattezza, ed e’ questo la nostra forza, la compattezza, l’essere in tanti.
In una partita faccio giocare tutti, nessuno escluso, gioco anche io quando non sono infortunato.
Ma anche questa partita non e’ stata deludente, ci ha fatto capire che la strada intrapresa era quella corretta, non abbiamo mollato, anche influenzati, acciaccati dai nostri stessi allenamenti, con il freddo e la pioggia siamo tornati al viale Galilei.
Ma sapevamo che la nostra Simona ci avrebbe scaldato con le sue cenette, che saremmo rimasti ancora un po’ a fare casino nella palazzina del viale Galilei e saremmo tornati a casa con qualcosa in piu’ da raccontare ai nostri cari.
Tanto e’ la nostra incoscienza che una sera si disputo’ anche un incontro, breve e con le regole degli old, anche con la squadra under 19 che allenava Pietro, non si vinse, i giovani correvano e forte, pero’ gli si diede filo da torcere, noi avevamo gli esperti in materia Cirri sapeva come rubare la palla in mischia, Nicola teneva testa al pilone avversario, si placcava noi e loro, e alla fine si mangio’ tutti insieme.
Ma l’ultima partita con il Sesto fu la vera vittoria, ci chiesero alla sprovvista di fare questo incontro, mancavano troppe persone dalla nostra parte, e qualcuno era anche acciaccato e influenzato, e sinceramente
avrei aspettato ancora una settimana, ma i ragazzi volevano giocare, volevano cimentarsi.
Si fece si sudo’ si lotto’ e si vinse, una meta solo una ma quella che stabili’ che questa volta siamo stati capaci di vincere, un po’ piu’ organizzati un po’ piu’ presenti con il compagno, piu’ placcaggi, piu’ difesa e attacco.
Nel secondo tempo uscirono anche tre uomini di mischia, mi sentivo al perso, rientro’ il Cirri e Mario, nacque una azione, la linea dei tre quarti fece scorrere la palla fino all’ala, ma ando’ male il Moro la perse, altra azione altro passaggio alla mano dell’ovale il Moro non la perse corse veloce, non si fece prendere e ando’ in meta, non in mezzo ai pali, ma quasi, ma solo perche’ ancora non sapeva l’importanza della meta in mezzo ai pali,
fischio dell’arbitro e fine.
Alla fine si mangio’ tutti insieme.
Ora ci stiamo preparando per due tornei ai quali ci siamo iscritti, il primo ci sara’ il 4 aprile a sesto, 4 squadre.
Il secondo a Rovigo, anche se le squadre iscritte saranno tante, si fara’ solamente 3 partite, ma quello che conta e’ vivere l’evento, stare in gruppo.
Un saluto a tutti Claudio


































